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La Curia e le Istituzioni prendono posizione

Scritto da Eleonora Motta | Mercoledì 11 Agosto 2010 13:50

Con grande gioia comunichiamo che l'attuale Vescovo di Grosseto, Mons. Franco Agostinelli, il Sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, e il parlamentare Luca Sani hanno pubblicamente preso le distanze dalle affermazioni di Mons. Giacomo Babini.

L'articolo è stato pubblicato domenica 8 agosto 2010 su "Il Tirreno" ed è visibile attraverso questo link:

http://img825.imageshack.us/img825/4539/babini.jpg

Finalmente una presa di posizione chiara da parte delle Istituzioni e della Curia a cui si aggiungono sempre più voci, tra cui quella del Sindaco di Lucignano (Ar).

Siamo orgogliosi e grati nel vedere che sempre più persone che ricoprono ruoli pubblici si uniscono a noi per combattere l'intolleranza e la discriminazione. 

Queste notizie rappresentano dei grandi passi avanti e ci incoraggiano a proseguire con maggiore forza e determinazione.

 


 

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comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA AGEDO TOSCANA
 
Agedo Toscana vuole, con questo comunicato, rispondere alle affermazioni di Monsignor Babini apparse sul quotidiano Corriere di maremma pochi giorni fa, esattamente il 30 /07/2010. Prima di tutto è bene chiarire cosa si intende da un punto di vista scientifico quando parliamo di omosessualità: l'omosessualità è uno degli orientamenti sessuali, insieme alla bisessualità e all'eterosessualità e non ha niente di patologico, vizioso o perverso. Da quasi quarant'anni la Comunità Scientifica ha eliminato l'omosessualità dal novero delle malattie mentali e oggi questo orientamento è considerato una “variante naturale della sessualità”.
L'omosessualità consiste nell'avere un orientamento non solo erotico ma anche affettivo (esattamente come l'eterosessualità) verso persone dello stesso sesso. Gli omosessuali (e i bisessuali) si innamorano esattamente come gli eterosessuali, ciò che li differenzia è solo la risposta alla domanda “di chi si innamorano?”. Parliamo sempre di persone adulte e consenzienti. Non c'è niente di perverso, vizioso o patologico in tutto questo. Ricordiamo inoltre che, al contrario di quanto afferma Mons. Babini, l'omosessualità è presente anche in natura, difatti è diffusa anche nel mondo animale.
La pedofilia, come giustamente afferma Mons. Babini, non ha alcun legame con l'omosessualità, infatti, quando si parla di pedofilia entriamo nel campo delle patologie legate alla sfera sessuale, in particolare di quelle che una volta erano chiamate perversioni e che oggi vengono chiamate parafilie (Esibizionismo, Feticismo, Frotteurismo, Voyeurismo, ecc.). Affinchè si parli di parafilia (e quindi di patologia) dobbiamo essere in presenza di fantasie, impulsi sessuali, comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che, per almeno 6 mesi, riguardano oggetti inanimati, oppure la sofferenza/umiliazione del partner o di se stessi, oppure bambini o persone non consenzienti.
In particolare, la pedofilia consiste nell'avere fantasie, impulsi sessuali, comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che comportano attività sessuale con bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o più piccoli). Un pedofilo non ha bisogno di essere redento, né tantomeno protetto con il silenzio, infatti stiamo parlando di una persona che ha una malattia e che, in conseguenza di questa, ha commesso un reato punibile per legge e ha danneggiato dei bambini. Ultimamente anche il Papa ha ribadito che la pedofilia è un reato grave da condannare e non da coprire.
Un pedofilo va denunciato e curato, tacere significa rendersi complici di un reato che arreca gravi danni alla salute dei bambini e del loro sviluppo. Mettiamoci anche nei panni delle famiglie di bambini che hanno subito un abuso da parte di un sacerdote. Come può sentirsi un genitore nel leggere le affermazioni di Mons. Babini?! E una vittima di abuso?! E un omosessuale come può sentirsi quando si sente dire che è un vizioso, un perverso, che è peggio di un pedofilo, che merita di essere emarginato, rinchiuso in carcere o condannato all'inferno?! L'orientamento sessuale non è una scelta, ma una presa di consapevolezza di sé, qualunque esso sia! Prendere consapevolezza di sé significa essere coraggiosi, avere il coraggio di guardarsi, di accettarsi, di amarsi e di viversi per quello che si è.
AGEDO Toscana da anni cerca di fare una corretta informazione e di educare al rispetto e alla diversità combattendo ogni giorno contro gli stereotipi, i pregiudizi e l'ignoranza che sono le basi dell'omofobia. Affermazioni come quelle di Mons. Babini ci lasciano fortemente perplessi e indignati in quanto non hanno alcun fondamento scientifico e trasmettono informazioni assolutamente scorrette e distorte. La Regione Toscana, inoltre, da anni si fa partecipe e promotrice di progetti finalizzati a combattere ogni forma di discriminazione, tra cui quella sessuale.
AGEDO Toscana ha sempre ricevuto, da parte delle Istituzioni, un forte apprezzamento per il lavoro svolto. Grazie al contributo della Regione, sta finalmente realizzando un Consultorio dedicato al mondo LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender). L'idea di questo Consultorio è nata dalle continue richieste da parte di genitori e ragazzi/e che sono alla ricerca di un punto di accoglienza, di condivisione, di ascolto, di informazione, di accettazione incondizionata e non giudicante. AGEDO Toscana ha anche realizzato, grazie a Teletirreno-Maremma Channel, la trasmissione televisiva
“Diversamente Uguali” che mirava a fornire una corretta informazione e a contribuire all'apertura di un dialogo sereno con la comunità locale e nazionale. Auspichiamo che affermazioni come quelle di Mons. Babini non trovino più ampi spazi sui nostri giornali in quanto inviano messaggi negativi per la salute, intesa come stato di benessere sociale, fisico e psicologico.
Presidente Agedo Toscana Marco Buzzetti

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intervista a marco buzzetti

 

Speciale Oltre le differenze  di Natascia Maesi

 
LA RUBRICA

Genitori uniti nel coming out

Storie di vita

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Esco a Grosseto sud, Marco mi aspetta nel grande parcheggio del Corpo Forestale. Non ho nemmeno il tempo di scendere per salutarlo che i suoi occhi mi dicono di seguirlo, perché muore dalla voglia di farmi vedere in anteprima quella che sarà la nuova sede operativa di Agedo Toscana, l’associazione dei genitori, parenti e amici degli omosessuali. Lui, Marco Buzzetti ne è il presidente, il motore. E’ un uomo ostinato, con un unico “pallino” quello di proteggere il proprio figlio omosessuale dalla violenza omofoba e dalla discriminazione, mettendoci la faccia e rimboccandosi le maniche. Accetta di parlare di sé e della sua associazione, a patto che possa fare un appello “a tutti quei genitori che non hanno ancora avuto il coraggio di impegnarsi al fianco ai propri figli gay, uscendo allo scoperto anche loro”.

 

Apre il portone e saliamo su per le scale di quello che sarà il luogo dell’ascolto. Finalmente e grazie alla Regione Toscana, Agedo avrà il suo Consultorio, aperto da settembre il mercoledì sera e il sabato mattina. D’intesa con l’Asl si avvarrà di professionisti e volontari, uno staff composto da un urologo, un ginecologo, un endocrinologo, uno psicologo, un avvocato per le questioni legali. E poi ci saranno i volontari per i quali Agedo ha già predisposto un corso di formazione.  “A fine luglio daremo una festa per annunciare l’evento, verrai no?” Il suo entusiasmo è contagioso. Lo spazio è molto grande, ci sono sedie ammucchiate ovunque, scrivanie, manifesti, un biliardino anche. C’è molto da lavorare per sistemarlo. Ma mi è bastato parlare con lui per vederlo con i suoi occhi già pronto per essere inaugurato. Ci sediamo e cominciamo a parlare.

 

Partiamo dalla tua storia, Davide tuo figlio ha scelto un modo singolare per dirti che è gay…
Sì, un giorno ero al lavoro e un mio collega legge sul giornale la notizia di un certo Buzzetti diventato presidente di Arcigay Grosseto. “Sarà mica tuo figlio?” mi domanda. Io rispondo frettolosamente che non lo so, poi arrivato a casa, a pranzo Davide mi dice “babbo devo dirti una cosa”, ed io “so già tutto, a posto” e scoppiamo a ridere.
Una reazione positiva…Non ti nascondo che è stata una bella botta lì per lì, ma poi ho pensato che Davide era la stessa persona di sempre e che io lo avrei amato nello stesso modo.

E’ stato difficile accettare il fatto che fosse gay?
Non mi piace la parola accettare. Posso accettare un cane in casa o un ospite per qualche giorno, non un figlio. Un figlio è tuo, ti appartiene, quindi si tratta semplicemente di conoscerlo e capire la sua condizione.

Ma allora perché è così difficile per i genitori fare i conti con l’omosessualità dei figli?
Ricevo molte telefonate di genitori in crisi. C’è sempre da parte loro una messa in discussione del proprio ruolo. La domanda più frequente è “dove ho sbagliato?”. Io rispondo che non c’è colpa nell’essere come si è. E non si è mai responsabili dell’omosessualità del proprio figlio.

E della scelta di molti di portare i propri figli dallo psicologo, cosa pensi? Hai mai sentito parlare delle teorie riparative che guarirebbero dall’omosessualità?
Per fortuna i genitori che ho incontrato, non credono che l’omosessualità sia una malattia. Se si rivolgono allo psicologo lo fanno perché cercano le cause del diverso orientamento sessuale del proprio figlio. La cosa mi fa sorridere, perché la vera rivoluzione sta nel capire che l’omosessualità non è una scelta. E’ il modo di essere di una persona. Tu, hai scelto di avere gli occhi azzurri?

Certo che no. Ma è possibile che in te non ci sia nemmeno l’ombra del pregiudizio? Sei bravo tu oppure è stato bravo Davide ad avvicinarti al suo mondo…
Non so di chi sia il merito, ma in casa nostra, fin da quando Davide era bambino, c’è sempre stato molto rispetto per tutti. Non ci sono mai state battute infelici davanti alla tv nei confronti di immigrati, omosessuali, diversamente abili. Credo molto all’educazione, tutti anche i genitori devono fare la loro parte. L’omo-transfobia può essere sconfitta, superando l’ignoranza.

Sì ma come la mettiamo con le aggressioni, negli ultimi tempi gli episodi si sono moltiplicati.
E’ la nostra preoccupazione più grande. Io e la mamma di Davide viviamo nel terrore che possa capitargli qualcosa di brutto. Ed è stata forse questa la spinta più forte per fare qualcosa di concreto, uscire allo scoperto anche noi, con un impegno forte per un mondo migliore. Non basta più convivere pacificamente con la diversità del proprio figlio, dentro le mura domestiche. Bisogna affrontare la società a testa alta, portare la propria esperienza tra la gente, per combattere stereotipi e pregiudizi.

Tu e tua moglie non vi siete mai preoccupati di non poter essere nonni?
Forse mia moglie o la nonna di Davide, hanno avuto per un po’ questo tipo di aspettative. Che non è detto che non si possano realizzare però.

Sì ma sull’omogenitorialità forse ci sono ancora più resistenze…
Sono nato che mio padre non c'era. Non l’ho mai conosciuto. Ho vissuto in un collegio, dove fin da piccolo ho incontrato persone molto diverse da me. Ricordo che avevamo come amico, un ragazzo transessuale, con cui chiacchieravamo spesso. Ho avuto una vita serena nel rispetto di tutti e con mia moglie abbiamo uno splendido figlio gay. E’ vero anche che sono il padre biologico di Davide, ma spero di essere soprattutto un buon genitore per lui.

 

Sono passate quasi due ore, la moglie di Marco chiama per dire che la cena è pronta. Forse a tavola ci saranno anche Davide e il suo compagno Gianluca. Andando via, gli chiedo se si è mai rimproverato qualcosa, dal momento che potrebbe candidarsi come padre dell’anno.  “Mi dispiace essermi perso gli anni dell’adolescenza di Davide” mi confessa “quelli in cui non aveva ancora trovato il coraggio di dirmi di sé. Devono essere stati momenti difficili e avrei voluto stargli accanto. Così ho deciso che avrei fatto qualcosa per aiutare i genitori a trovare la forza e il coraggio di esserci sempre per i loro figli”.

 

L’emozione che si prova a salire sul carro di Agedo al Gay Pride, che il prossimo 26 giugno li attende a Napoli, è ogni volta diversa. “Ricordo ancora il mio primo Gay Pride qui a Grosseto nel 2004, lo organizzava mio figlio. Ero così orgoglioso, i ragazzi ci applaudivano. Ecco, così ha un senso quello che faccio”. Prima di salutarlo mi accorgo che tra le cose che mette in borsa prima di andare via ci sono, alcuni libri quello di Don Franco Barbero su “Omosessualità e Vangelo”, e “Figli diversi (come vivere serenamente l'omosessualità in famiglia)”di Paola e Giovanni Dall’Orto. Capisco che questa per Marco è diventata una missione. Una questione di verità e di vita.

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omoaffettività

Perchè noi,genitori di omosessuali e transessuali, non possiamo avere il diritto di dare affetto ad un nipote di dare il nostro amore anche a lui!! Sembra di no!! Viste certe interrogazioni presentate da un esponente del PDL al primo ministro interrogazioni alquanto omofobe, ma come può un governo far passare queste cose?? Anchwe da parte del PD le cose non vanno meglio, infatti è di pochi giorni fà la notizia che un esponente del PD ha affermato che gli omosessuali sono MALATI!!!! ma malato sarà lui!! di una malattia che si chiama OMOFOBIA a differenza degli omosessuali etransessuali lui può essere curato!!!

di seguito quello che ha detto l'esponente del PDL

Genitori dello stesso sesso: dibattito sempre acceso che infiamma la politica. Stavolta è il senatore Pdl Cristiano  de Eccher a infiammare le posizioni sull’argomento. Recentemente il senatore del Popolo delle Libertà ha presentato un’interrogazione diretta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e al Ministro della Salute Ferruccio Fazio sulle condizioni di salute di figli di genitori omosessuali.

Secondo De Eccher, la questione di figli di coppie omosessuali apre diverse problematiche dal punto di vista giuridico,legale e psicopedagogico. La discussione parte dai dati diffusi da Arcigay, che ha dichiarato che il 17% degli omosessuali e il 20% circa delle lesbiche avrebbero figli nati da precedenti relazioni o da procedimenti di inseminazione artificiale. Si tratta di una cifra di circa, 100.000 bimbi che per questioni diverse insomma vivono assieme a coppie dello stesso tetto.

Insomma, De Eccher entra nella questione di figli legittimi di uomini e donne che a un certo punto della loro vita, hanno scelto di vivere liberamente la loro omosessualità. Questo non ha impedito loro di non mancare al dovere di genitori e di allevare i loro figli. Ma appunto, secondo De Eccher, è tutto qui il problema principale. Si domanda come il Consiglio dei Ministri intenda intervenire per regolamentare la delicata materia.

Secondo De Eccher il governo deve intervenire in qualche modo verso questo fenomeno di coppie lesbiche e gay con figli nati da precedenti unioni eterosessuali. Dice di agire “nell’interesse dei minori” contro l’omogenitorialità.

Che poi, se un bimbo abbia una mamma e un papà disastrosi o due mamme e/o due papà fantastici al senatore ci pare non importi. L’importante è che i genitori siano maschio e femmina secondo lui.

Secondo lui.

Cosa ne pensate?


 

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mozione

OMOFOBIA: CONSIGLIO TASCANA APPROVA MOZIONI PER COMBATTERLA

l
(ANSA) - FIRENZE, 16 SET - Diffondere la cultura del rispetto e della dignità della persona, favorire campagne di sensibilizzazione nelle scuole. E' quanto prevedono due mozioni, una della maggioranza e una del Pdl, approvate oggi dal Consiglio regionale della Toscana e dedicate ai recenti casi di omofobia. A maggioranza, con l'astensione dei gruppi del Pdl, è stata approvata una mozione firmata da Monica Sgherri (Prc) e sostenuta da Sd, Verdi, Pdci e Gruppo misto. La mozione rileva "il pesante clima di omofobia esistente nel Paese", critica le "dichiarazioni di politici a livello nazionale e locale appartenenti in particolare alla Lega nord sulle persone omosessuali", e condanna "ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale ed ogni atteggiamento espressione di omofobia e violenza nei confronti delle persone omosessuali". Il documento impegna la Giunta regionale a sollecitare i parlamentari toscani "ad approvare in tempi rapidi una legge contro l'omofobia" e istituire "un osservatorio permanente", con il compito di monitorare e prevenire fenomeni di intolleranza e violenza. All'unanimità è stata invece approvata la mozione del Pdl, presentata dalla prima firmataria Annamaria Celesti (Fi-Pdl), che impegna il presidente della Giunta toscana "a promuovere iniziative presso gli enti locali e le varie istituzioni volte a favorire la cultura del rispetto e della dignità della persona". (ANSA).

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