bandiera rainbow

Oltre a comunicare che Agedo Toscana stà prendendo contatti con tante provincie per il progetto scuole, è riuscita a entrare anche nella Consulta del terzo settore della Società Della Salute di Grosseto. A mio modesto avviso è un passo imprtante in quanto ci permette di essere presenti allo studio dei bisogni,( della salute) ma sappiamo che la salute passa anche e sopratutto dalla dignità della persona. Potremmo così essere propositivi in materia.
Lunedi 28 in ricordo del primo pride a Pisa il sindaco ha indetto una conferenza stampa assieme alle associazioni interessate, tra cui Agedo Toscana di modo che ognuna potesse esprimere il suo pensiero, a seguire ha issato la bandiera rainbow con i colori della pace, sul pennone vicino al comune.
Agedo Toscana ha voluto riportare, davanti ai giornalisti ed alle televisioni presenti, quanto segue:
Agedo si batte sempre perchè i diritti dei loro figli vengano rispettati, Agedo è presente la dove i genitori di persone LGBTQ hanno bisogno o sentono il bisogno di condividere le proprie esperienze, e dove i figli vogliono costruire il ponte di collegamento con i loro genitori.
Gli ultimi fatti di Grosseto, svastica con relativa minaccia di morte sulla porta del circolo arcigay, ha fatto capire come in mancanza di una legge a tutela delle mondo LGBTQ, possa legittimare fatti così gravi( tra l'altro come dimostrano aggressioni avvenute ultimamente), nella stessa notte con un secchio di vernice è stato imbrattato il manifesto che mostrava due ragazze lesbiche che chiedavo la di potersi sposare se sua santità avesse concesso la grazia. Sui i giornali si è accesa una diatriba a non finire c'è chi si indignato per questo, bene Agedo, alla conferenza stampa, ha chiesto se queste persone si fossero indignate allo stesso modo per questi fati. Se si indignano quando un ragazzo si suicida a causa dello stigma, quando è vittima di bullismo omo-transfobico. E poi che i politici quando pensano se approvare una legge di tutela, pensassero per un attimo se al posto di quei ragazzi aggrediti, minaciati, vittime di suicidio, vittime di bullismo, ci fosse suo figlio!! Forse avrebbe una visione più realistica per decidere.
Comunque vedo che Agedo tutta stà lavorando bene...questa è la strada! ci vorrà del tempo ma......arriveremo alla metà.
Un abbraccio
marco buzzetti
Unioni Civili

UNIONI CIVILI: CI SIAMO!
Ancora una volta Torino dà prova della sua diversità con l’approvazione del regolamento sul riconoscimento delle Unioni Civili.
Il Consiglio Comunale, con delibera n. 14 del 28/08/2010, autorizza d’ora in avanti gli impiegati dell’anagrafe a rilasciare un “attestato di famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo”. Tale attestato varrà per gli “usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da atti e disposizioni dell’Amministrazione comunale”.
L’articolo 1 del Regolamento prevede infatti che il Comune si impegni attraverso singoli atti e disposizioni degli Assessorati e degli Uffici competenti “a tutelare e sostenere le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione e favorirne l’integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio”.
I campi nei quali l’Amministrazione si è impegnata a operare a favore delle unioni civili sono: casa, sanità e servizi sociali, giovani, genitori e anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione.
In concreto vuol dire per esempio che:
· Non saremo più “ospiti” del nostro compagno o della nostra compagna, ma cointestatari e cointestatarie dell’alloggio in cui abitiamo insieme;
· Se siamo in affitto, non ci sarà più pericolo di essere accusati di subaffittare alla nostra compagna o al nostro compagno;
· Se ne abbiamo i requisiti economici, potremo accedere all’assegnazione delle case popolari;
· Se siamo disoccupate, disoccupati o indigenti, potremo avere l’assegno di assistenza familiare dal Comune;
· Ma soprattutto: il Comune di Torino, con atto solenne e inequivocabile, ha sancito che ESISTIAMO e siamo soggetti di diritto;
La delibera, approvata con 24 voti favorevoli, 3 contrari e 4 astenuti era stata presentata come “proposta di deliberazione di iniziativa popolare”, cioè proposta da un gruppo di 2582 cittadini firmatari nel febbraio del 2009. Tra i presentatori Stefano Fabio Mossino, Vincenzo Cucco, Iolanda Casigliani, Tullio Monti, Jean Jacques Peyronel, Silvio Viale.
Il comitato provinciale Arcigay Ottavio Mai di Torino si unisce al festeggiamento di questo importante risultato, ottenuto proprio nella giornata del 28 giugno (l'anniversario della prima rivolta omosessuale, che fu allo Stonewall Inn, a New York, nel 1969), ringrazia il Comitato Promotore per le unioni civili per il risultato raggiunto e il Consiglio Comunale di Torino, città diversa, ancora una volta.
comunicato congiunto
www.crisalidepangender.org www.transgenere.it www.azionetrans.it
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
COMUNICATO STAMPA LE INCONGRUENZE DI TESAURO E L’INTERPRETAZIONE ORIGINALE DELLA CHIESA CATTOLICA (DICHIARAZIONI MONSIGNOR SERAFINO SPROVIERI) “I TRANS SONO SCHERZI DELLA NATURA”
Abbiamo avuto modo di leggere le giustificazioni del giudice Tesauro e del Forum delle Associazioni che ha promosso l’incontro durante il quale l’emerito giudice della Corte Costituzionale ha dichiarato che “i trans sono scherzi della natura”. Alle proteste di Arcigay Genova e di Crisalide PanGender, sia l’associazione, sia il Giudice hanno sentito il dovere di spiegare (ai media e sui propri siti) che quella frase era frutto di un clamoroso fraintendimento. il Giudice, secondo l’associazione avrebbe usato quell’espressione «parlando della tutela del transessuale» e spiegando che «il diritto ha assunto come premessa un dato scientifico: il fatto che il cambiamento di sesso richiesto dal transessuale non sia determinato da un mero capriccio, ma dalla necessità di ovviare a uno “scherzo della natura”, nel senso scientifico dell’espressione (sic!), ovvero alla differenza tra il sesso fisico della persona e il sesso che intimamente essa percepisce come proprio.».
Abbiamo già pubblicamente dichiarato che non esiste alcuna branca della scienza che classifichi come “scherzo della natura” un evento o una condizione umana e che la scienza usa classificazioni “neutre” e non termini che implicano un giudizio negativo. Abbiamo già scritto che la spiegazione data dal giudice Tesauro e dagli organizzatori del convegno era un’arrampicata sugli specchi” talmente ardua da apparire persino ridicola.
Oggi veniamo a sapere però la verità. Per lo meno la verità cattolica, l’interpretazione vera che viene data alle parole di Tesauro, grazie all’autorevole voce del Monsignor Serafino Sprovieri che, interrogato sulla “coraggiosa” espressione usata dal giudice Tesauro, dichiara infatti:
«penso che il giudice abbia detto bene. A mio giudizio, specie i trans, sono un' offesa alla natura,la stravolgono con una condotta depravata e capricciosa. Sono contrari a Dio e al suo progetto, che io paragono ad un quadro da disegnare a tinte di amore. Ma loro questo quadro non lo completeranno mai in quanto conoscono il piacere, ma non l' amore che non é solo accoppiamento fisico, ma servizio e soprattutto, volto alla riproduzione. Quando qualcuno mi spiegherà come un trans o un gay possa generare vite, mi ricrederò". Affronta anche il tema in chiave teologica: " nella scrittura si legge che ...... Dio li ha creati maschio e donna, un terzo genere non esiste. (...) Diverso é il discorso, peccaminoso e grave, depravante, di chi pratica la omosessualità. Se ne vanta e addirittura cambia sesso. Tutto questo offende Dio, lo insulta e risulta una violazione della stessa legge naturale. Tali cose é bene dirle chiare".
Che ci dice a questo punto il giudice Tesauro? Può ancora dichiarare come “oggettiva e scientifica” la sua espressione, vista l’interpretazione che ne ha data il Monsignore? Il giudice cosa farà a questo punto? Si dissocerà? Ammetterà che la sua espressione dava libero spazio alle interpretazioni più transomofobiche immaginabili da parte di chi l’aveva invitato?
Può un giudice che non sa distinguere una “definizione” da “un giudizio”, far parte della Corte Costituzionale? Si dimetta, giudice, si dimetta perché le sue parole sono diventate “vangelo” la Chiesa Cattolica Romana, capace di influenzare opinione pubblica, politica e... osserviamo... persino giudici della Corte Costituzionale.
Lei ha il diritto alle sue opinioni, giudice Tesauro, ma ha anche il dovere di imparzialità. Lei alla pari del Presidente della Repubblica. Dovere cui è mancato contro una minoranza estrema di cittadini italiani. Cosa ancora più grave perché rivolta ad una minoranza che farà fatica ad avere ragione
sulla sua potenza mediatica ma che non smetterà , per questo, di chiedere le sue dimissioni e di invocare la Suprema Corte a revocarle il mandato, in assenza delle stesse.
Inoltre le Associazioni firmatarie di questo comunicato segnaleranno all’ Ufficio del Difensore Civico e agli organi preposti, la violazione della Legge Regionale della Liguria ( Legge N°52/2009, Norme contro le discriminazioni determinate dall’ orientamento sessuale o dall’identità di genere) ravvisando in questo triste episodio gli estremi di un comportamento discriminatorio perseguibile a norma di legge nella Regione dove si è svolto il fatto.
Mirella Izzo Presidente Crisalide PanGender
Fabianna Tozzi Daneri Presidente nazionale Trans Genere
Francesca Eugenia Busdraghi Presidente AzioneTrans
Genova 10 giugno 2010
FONTI: Riferimenti dichiarazioni: Dichiarazioni Forum delle Associazioni Familiari (organizzatori del Congresso): http://www.forumfamiglie.org/news.php?news=512
Dichiarazioni Vescovo Sprovieri:
http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/4542-i-trans-sono-unoffesa-alla-natura- umana-e-a-dio-rischiano-la-dannazione-eterna-vanno-contro-il-progetto-di-amore-gli-islamici-figli- di-dio-ma-non-fratelli-in-cristo-che-neppure-riconoscono-come-salvatore
Io sono amore
"L'amore non e' il sentimento che doniamo, ma quello che siamo". Alessandro Martini e' un ragazzo pugliese figlio della 4 mafia.
Arrivata la crisi dei 30 anni, il protagonista decide di ripercorrere la sua vita dai 15 anni a quel momento, per cercare di comprendere quel disaggio interiore che non gli dava pace nelle relazioni sociali, nel vivere.
All'eta' di 33 anni Alessandro viene ucciso a Londra. La madre, che mai aveva accettato la vocazione alla vita del figlio e la sua unicita' decide di pubblicare con orgoglio gli scritti, dopo esser stati posti a sequestro dall'Interpool. Portando alla ribalta vari temi, quali la mafia, i sentimenti profondi d'amore e d'amicizia in una societa' umanamente equilibrata e contorta, la voglia di credere nei propri sogni pur di rinunciare a qualsiasi affetto. La lotta per l'accettazione di se stessi confrontandosi con principi morali indotti dalla societa', dalla Chiesa e dagli altri coetanei. Cercare la purezza di un sentimento in un non peccato.
Ma "L'errore e' nel sentimento dell'amore, o nell'uomo che non vuole comprenderlo?"
Rosanna Castagna, artista calabrese cosi descrive il libro:
"Ho letto di una madre, la madre di un figlio che voleva essere qualcuno, che voleva "fuggire" e "sfuggire" da una realta' che non gli apparteneva, che non sentiva sua.Ho letto di una madre che ha perso quel suo figlio che voleva essere"diverso" anzi che era "diverso". Quel figlio generato da un amore colpevole di averla allontanata dalla sua famiglia, un amore che le ha tenuto lontano i suoi cari... per salvarli!!!Una madre che aveva accettato che il suo ragazzo cambiasse ambiente , stile di vita, le compagnie, gli amori...aveva accettato e ne era contenta , che avesse un modo "diverso" di percepire le cose... la societa'... quella societa'.Ho letto di un ragazzo che con i suoi scritti, i suoi disegni, era volato lontano, tanto lontano e non poteva immaginare, non sapeva che si era illuso di poter essere una persona "diversa"... il male lo ha raggiunto, quel male che aveva evitato, odiato, rifiutato... ha vinto ancora una volta.... il male non era "diverso!!!".Aveva lasciato un messaggio quel ragazzo: non ho messo da parte il mio sogno... io sono Amore!"
Gaetano Barreca
Boopen editore
Iniziativa a FOLLONICA
Cambia l’Italia Grosseto PD Follonica www.laicitaediritti.org si propongono di dare un contributo all’affermazione dei diritti civili elementari, che nel nostro paese, nel XXI secolo, dovrebbero essere scontati , ma non lo sono, quindi indicono l'iniziativa: Sabato 15 maggio ore 16,00 presso il Giardino del Casello Idraulico, Via Roma, Follonica (GR) Programma dell'iniziativa: Omofobia e Religione Don FRANCO BARBERO e PASQUALE QUARANTA autori del libro “Omosessualità e Vangelo”, una raccolta di lettere indirizzate al sacerdote da parte di credenti in difficoltà a conciliare la Fede con il proprio orientamento sessuale. L'attrice, Stefania MULE', leggerà alcuni brani tratti dal libro. Omofobia e Diritti giurista e coordinatore della Segreteria del Partito Democratico di Firenze, illustrerà lo stato dei diritti Lgbt nel nostro paese in raffronto alla situazione legislativa degli Stati Esteri. Omofobia ed Istituzioni L'Onorevole PAOLA CONCIA, deputata del Partito Democratico, presenterà alle istituzioni presenti ed alla cittadinanza i dettagli della Maratona contro l'Omofobia, che prevede l’approvazione di una mozione da parte delle istituzioni, come ha fatto il Consiglio Comunale di Follonica di recente. Al termine dell'iniziativa si terrà un buffet di autofinanziamento (adesioni al n.) Gli organizzatori ritengono che, dati gli incresciosi episodi ai danni di cittadini omosessuali, ormai riportati quasi quotidianamente dai media, sia necessario che Politica ed Istituzioni si impegnino insieme per sensibilizzare i cittadini e combattere questo grave fenomeno. Barack Obama ha recentemente firmato una legge che definisce un "delitto federale qualsiasi attacco contro una persona solo per il suo orientamento sessuale o la sua identità sessuale". Al contrario il nostro Parlamento è riuscito a far decadere, per motivi di incostituzionalità, la proposta di legge sulla quale l'onorevole Paola Concia (PD) aveva lavorato per più di un anno. Questa proposta consisteva semplicemente in una estensione della cosiddetta "Legge Mancino", che già prevede un'aggravante per i reati motivati da odio razziale, etnico, nazionale e religioso. La proposta di Paola Concia tendeva soltanto ad aggiungere a questi, i casi in cui il motivo d'odio è fondato sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. Ovviamente la legge Mancino, già in vigore da anni, aveva positivamente superato il vaglio di costituzionalità, quindi si capisce bene come l'incostituzionalità di cui è stata tacciata la proposta Concia, sia stata solo una presa di posizione ideologica e strumentale. E questo è gravissimo. Perchè la cronaca riporta ormai, quasi quotidianamente, incresciosi accadimenti a danno di persone omossessuali, spesso giovani, che hanno la sola "colpa" di essersi scambiati in pubblico una innocente effusione o di essere usciti da un locale gay. L'attuale maggioranza, in compagnia dell'Udc, ha ritenuto di non far passare una legge, ormai presente in quasi tutti gli stati europei, che avrebbe offerto alle vittime di queste aggressioni una maggiore tutela legislativa. Il motivo? Si è detto che, con l'estensione della Legge Mancino, sarebbe stata perseguibile qualsiasi manifestazione di pensiero contraria ai cittadini omosessuali e/o ai loro diritti. Verrebbe da chiedersi perchè la stessa obiezione non sia stata sollevata nei confronti delle altre categorie tutelate dalla legge Mancino. Credo si possa ben capire quanti pregiudizi regnino ancora incontrastati persino all'interno del nostro Parlamento. Un paese che voglia definirsi civile deve ritenere un proprio dovere lottare contro qualsiasi forma di razzismo, indipendentemente da chi ne sia vittima. Il 18 gennaio 2006 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che invita tutti gli stati membri a condannare con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale ed a legiferare in tal senso. Quando sarà possibile che queste autorevoli indicazioni trovino attuazione anche in Italia? Per rispondere a questa carenza legislativa è stata proposta dai tavoli Lgbt nazionali, del PD e di Sinistra e Libertà, una MARATONA del buon governo. E' stato cioè proposto ai Consigli Comunali, Provinciali e Regionali di mettere all'ordine del giorno e quindi approvare una mozione che impegni città, province e regioni a condannare fermamente ogni discriminazione a danno dei cittadini Lgbt e soprattutto ad adoperarsi per sensibilizzare i propri cittadini, le scuole, gli ambienti lavorativi affinchè si combattano questi deprecabili episodi con i giusti strumenti. In virtù di questo obiettivo Cambia l'Italia Grosseto, l'area politico culturale legata al senatore del PD Ignazio Marino, in collaborazione con il blog Laicità e Diritti (www.laicitaediritti.org), ha presentato al Partito Democratico di Follonica un'importante iniziativa di sensibilizzazione su questa tematica, e dall’incontro di questi tre soggetti politico-culturali è nato il Convegno “BASTA OMOFOBIA” programmato il 15 maggio a Follonica. DOCUMENTAZIONE
BASTA OMOFOBIA !
GIULIANO GASPAROTTI
Chiuderà la manifestazione IVAN SCALFAROTTO - Vicepresidente del Partito Democratico, che illustrerà le recenti decisioni della Corte Costituzionale in merito alle ordinanze provenienti da quattro coppie omosessuali, che si sono rivolte alla Consulta dopo che non hanno ottenuto dal proprio Comune di Residenza la possibilità di procedere alle pubblicazioni di Rito Prematrimoniale.
Iva Boldrini Alberto Frattini Anna Gaggioli Davide Leonelli Luisa Merlini
Altri Articoli...
Pagina 2 di 3



